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“Disinformazione, islamofobia, razzismo: fermate La Stampa”. L’appello arriva oggi da due documenti firmati da oltre 200 accademici, cooperanti e arabisti, ovvero studiosi del mondo arabo, tra cui Maria Giovanna Stasolla, Professore Ordinario di Storia dei Paesi Islamici, Università di Roma “Tor Vergata” e Gabriele Proglio, professore di storia contemporanea Universita di Tunisi El Manar, indignati per la posizione del quotidiano sul Medio Oriente.

Sotto accusa l’editoriale del direttore Maurizio Molinari sulle molestie di Colonia, intitolato “Da dove viene il branco di Colonia”, del 10 gennaio, e il reportage di Domenico Quirico dalla città di Kasserine di giovedì, “Sulle montagne della Tunisia gli ex ragazzi della rivoluzione adesso sognano il Califfato”. Gli scritti in risposta, ampiamente documentati, sono una lettera, pubblicata da Q Code Mag, contro la tesi Molinari, e un documento che ribatte al racconto di Quirico.

Il giudizio sulla Stampa è unanime: “Una simile analisi è funzionale a una rappresentazione razzista ed eurocentrica dell’Islam” si legge su Q Code Mag, “una campagna di disinformazione che mira a semplificare e manipolare la complessa realtà esistente”rincara l’altro documento.

Secondo gli arabisti, italiani e tunisini, che si sono opposti a Quirico “è estremamente riduttivo e strumentale affiliare tutto il terrorismo tunisino a Daesh”, un modo per non vedere una situazione estremamente più complessa, dove la repressione all’Islam ha fatto la sua parte nel favorirne l’estremismo, ma le rivoluzioni del 2011 non sono passate in vano e ci sono giovani che cercano ancora il loro riscatto. Generalizzare e creare un “noi” e un “loro” senza contestualizzare, ribadiscono gli studiosi, avalla un gioco delle parti che va assolutamente rifuggito.Vergata”